È un pomeriggio di maggio, e a Mamoiada, un piccolo borgo incastonato tra le colline della Barbagia in Sardegna, l'aria è pervasa dal profumo dei vigneti in fiore. Qui, nella piazza del paese, si tiene Mamojàda Vives, un evento che celebra la crescente fama della produzione vinicola locale. Organizzato dall'Associazione Mamojà, fondata nel 2015, questo incontro riunisce appassionati e produttori, una vera festa del Cannonau di Sardegna.
Mamoiada è un luogo speciale, un paese di soli 2.400 abitanti che conta circa 30 cantine ufficiali e oltre 200 a conduzione familiare. Una cantina ogni 60 persone; una proporzione che racconta di un legame profondo tra la comunità e la viticoltura. Non sorprende quindi che negli ultimi dieci anni, la zona abbia visto un incremento significativo del numero di cantine, passando da 5 nel 2015 a oltre 30 nel 2024.
"Da sempre, da quando cioè ho iniziato ad assaggiare i vini di Mamojà, ho avuto l’impressione i produttori sapessero in che direzione andare," racconta Simone Sedilesu, presidente dell'associazione Mamojà.
La crescita di Mamoiada non è solo nei numeri, ma soprattutto nella qualità. I vini che vengono prodotti tra queste colline mostrano un'evoluzione stilistica che punta a una maggiore nitidezza e freschezza. I produttori locali hanno affinato le loro tecniche, riducendo l'estrazione - che è il processo di estrarre sapori e colori dalle bucce dell'uva - e utilizzando il legno in modo più discreto, per non coprire con forti aromi di rovere il carattere autentico del vino. I tannini, quei composti che danno struttura e astringenza al vino, sono ora più composti, contribuendo a un'esperienza di degustazione più equilibrata.
La ricchezza di Mamoiada è anche nella sua terra: altitudine, roccia granitica e vecchie vigne ad alberello. Questi elementi conferiscono al Cannonau di Sardegna un'identità unica, che i produttori stanno imparando a valorizzare sempre di più. Si sta sviluppando un nuovo concetto di zonazione, che riconosce e celebra le differenze stilistiche tra le diverse "ghiradas", o contrade, di Mamoiada. Questo lavoro di mappatura e analisi delle diverse aree viticole è fondamentale per comprendere le peculiarità che ogni zona può offrire al vino.
La storia recente di Mamoiada è un esempio di come la consapevolezza produttiva, unita alla passione e alla tradizione, possa trasformare un piccolo borgo in un punto di riferimento nel mondo del vino. La guida di visionari come Simone Sedilesu e l'impegno di una comunità che crede nel proprio potenziale stanno portando Mamoiada a guadagnare l'attenzione che merita. Ogni bottiglia che esce da queste colline racconta una storia di tradizione e innovazione, di un passato che abbraccia il futuro.
Mamojàda Vives non è solo un evento, è un momento di celebrazione di un'identità che si rafforza giorno dopo giorno, un appuntamento che invita tutti a scoprire e apprezzare un angolo di Sardegna dove la terra e il vino sono parte di un unico, indissolubile racconto.